Social media manager sportiva: Michela, dalla passione alla partita Iva


La passione per lo sport può diventare la chiave per trovare la propria strada nel lavoro e crearsi la professione su misura: social media manager sportiva. E’ così che si definisce Michela Labarbuta, ospite della Colazione a ingegnosità collettiva di aprile a Zico coworking.

Michela Labarbuta, social media manager sportiva

Come trovare la propria strada nella vita? Partire da una passione è la scelta migliore. E’ quello che è accaduto a Michela, fin da piccola dentro al mondo dello sport anche dal punto di vista organizzativo, fino alla scoperta – proprio quando stava pensando di lasciare gli studi universitari in Economia – di un corso di laurea in Management dello sport a Bologna: “Mi sono resa conto che era proprio la mia strada, perché parlava proprio di marketing e comunicazione sportiva”.

Farsi strada nel mondo dello sport, soprattutto a livello locale, non porta a trovare subito un cammino certo e definito: uscita dall’università, Michela ha bussato alle porte di diverse realtà sportive, fino alla prima esperienza alla Rugby Rovigo Delta tra il 2021 e il 2023, seguita da altre esperienze in imprese e poi in organizzazioni sportive. “La svolta è arrivata nel 2024, quando sono stata coinvolta come social media manager nella coppa del mondo di karate a Jesolo. Da questa esperienza sono stata contattata da Adidas Combat Sports Italia per collaborare con loro“.

Passo dopo passo, Michela Labarbuta non solo si è fatta strada come social media manager nel mondo degli sport, ma ha anche realizzato un proprio progetto…

Piccoli influencer nello sport

“Non ho mai amato il mondo degli influencer. Dal desiderio di lavorare su altri contenuti è nato quello che è oggi il progetto che mi sta più a cuore”, racconta Michela. La prima idea l’ha proposta ad Adidas Combat Sports Italia: fare una selezione di ragazzi tra gli under 14 e gli under 21, fornire loro tutto il materiale sportivo – kimono, cinture, protezioni – e proporre in cambio di contribuire con contenuti sui social, dopo averli formati e accompagnati nella creazione.

“Siamo partiti con 5, all’ultimo evento erano 30”, racconta. Ora il progetto sta crescendo ulteriormente con il coinvolgimento di nuove realtà, con un potenziale di migliaia di persone. E inizierà presto un lavoro anche con istituti scolastici, in cui produrre contenuti anche sullo sport e il cyberbullismo.

“E’ stato un esperimento, ma ha lasciato tutti visibilmente contenti. Gli intoppi ci sono stati: parliamo di ragazzi di 14 anni, non di professionisti. Ma c’è anche la soddisfazione grandissima, quando alle gare i genitori ti fermano per ringraziarti”.

Michela, vita da Partita Iva

Michela Labarbuta ha 29 anni e ha aperto la partita Iva poco più di un anno fa. “E’ stato un salto nel vuoto, nonostante molte persone mi dicessero che ero un po’ pazza. Ma io mi sentivo con le catene ad essere legata ad un’azienda sola. Sentivo che la mia strada era quella di lavorare in proprio”.

La vita da partita Iva è fatta in genere di solitudine, ma quella di Michela è molto particolare: “Lavoro nella mansarda di casa mia, che in genere è affollata al pomeriggio. In ogni caso, lavoro in eventi sportivi in mezzo a tantissime persone. Spesso della solitudine ho bisogno”.

La sua community di colleghi è più virtuale, che fisica: “Spesso i colleghi li sento via telefono, via social, Whatsapp. Cerco la risposta rapida e spesso le persone con cui mi confronto me la danno”.

La ColaZico

La Colazione a ingegnosità collettiva (per gli amici ColaZico) è il momento mensile in cui allarghiamo i nostri orizzonti, chiacchierando con una persona della nostra community (e qualche volta con ospiti esterni). Tecnicamente un evento di networking, nella pratica una vera e propria colazione con brioche e caffé. Nello stile di Zico coworking: informalità, molta ironia, cose da mangiare sul tavolo, domande e risposte in libertà.