Perché il coworking? Per trovare altre persone. E non solo relazioni professionali


“Lavorare full remote da casa, dopo anni in azienda, è stato uno shock: la sera mi sentivo vuota. Ho pensato perfino di cambiare lavoro, poi ho pensato di cercare un coworking”.

Nella nostra Colazione a ingegnosità collettiva di febbraio, la nostra coworker Alessandra Santato ci ha ricordato quanto importante è un giusto equilibrio tra la solitudine e le semplici relazioni quotidiane. Con Elena Rossi, coworking manager di Zico, ha raccontato anche tanti piccoli retroscena del suo lavoro.

Il coworking: un posto in cui trovare relazioni

Alessandra lavora da qualche mese a Zico coworking, dove ha trovato l’unica cosa che mancava in un lavoro quasi perfetto: le relazioni quotidiane. Commerciale per un’azienda tedesca, quando non è in viaggio ha la possibilità di lavorare da casa, con tutta la strumentazione che occorre.

Ma ha scoperto presto che gli effetti dell’isolamento: “Lavorare sempre da casa, dopo sette anni passati otto ore al giorno in azienda, anche il sabato, è stato uno shock – ci ha raccontato durante la Colazico – Mi ritrovavo la sera a non avere parlato con nessuno, a non avere niente da raccontare, mi sentivo un po’ vuota. Perché le relazioni fanno parte di noi”.

Dopo avere pensato a diverse soluzioni, ha cercato un coworking in zona ed è apparso Zico, proprio a Rovigo, a pochi chilometri da casa sua. “Mi ha conquistato soprattutto il fatto che ci siano le game night e altri eventi. Io vengo qui per la community, per le persone, non perché mi manchi una scrivania o l’attrezzatura“. Relazioni quotidiane, come la chiacchiera in pausa caffè, diverse dalle conversazioni con i clienti.

Il kit di sopravvivenza del commerciale estero

Il clima della Colazione a ingegnosità collettiva di febbraio è come sempre super rilassato tra brioche, caffè, qualche battuta e molti aneddoti.

Del lavoro di Alessandra, però, abbiamo colto anche molti elementi interessanti. Commerciale all’estero per conto di un’azienda che produce tubazioni in polietilene, ha progetti molto diversi da raccontare: “L’uso più comune sono le condotte per l’acqua, che un po’ tutti vediamo nei cantieri. Ma abbiamo anche realizzato un sistema per il trasporto della vernice in una grossa fabbrica italiana, in Congo abbiamo posato una nuova conduttura per il trasporto dell’acqua potabile, mentre qui in Europa abbiamo lavorato con centrali nucleari per il raffreddamento del reattore”.

La sua vita in viaggio è iniziata presto, con tutte le paure del caso: “A 23 anni viaggiare fa paura, soprattutto in automobile, dovendo gestire molti imprevisti pratici, con clienti che hanno sede sempre fuori dalle città. L’unico kit di sopravvivenza è buttarsi. In qualche modo si riuscirà a farcela”.

Fare il commerciale all’estero implica dover familiarizzare con culture e caratteri sempre diversi: “In Italia il business si fa a tavola (come dimostra la nostra colazione, ndr.). Ai tedeschi, invece, l’invito a cena proprio non interessa: loro apprezzano cose ordinate e fatte a modo. I francesi amano molto bere in compagnia. Gli svizzeri, invece, sono più chiusi rispetto agli altri paesi. In tutti i casi vince il rapporto umano vince, quando riesci a stabilire una connessione umana con la persona in qualsiasi paese tu vada”.

La prossima colazione?

Il prossimo appuntamento è ovviamente intorno alla metà di marzo. Ospite ancora una volta un coworker di Zico, che ci racconterà il suo lavoro, ma anche… è una sorpresa anche per noi!

Le ColaZico sono aperte a tutte e tutti. Chi vuole fermarsi a lavorare in coworking per il resto della giornata può farlo gratuitamente. Per sapere quand’è la prossima Colazione di Zico coworking, tenete d’occhio i nostri canali LinkedInFacebook e Instagram, mentre per tutto il resto potete scrivere a elena.rossi@zico.me