Lavorare da remoto può alleggerire la vita, ma anche creare nuovi problemi e malesseri legati alla carenza di relazioni. Come combattere l’isolamento e trovare il giusto equilibrio tra libertà e relazioni? Lo abbiamo chiesto a Michele Contro, psicologo, nella seconda puntata di “Cowork in progress“.
Lavorare da remoto = lavorare da soli?
Il lavoro remoto offre sicuramente libertà, flessibilità, concentrazione. Ma può innescare dinamiche negative non solo per il benessere, ma anche per la produttività.
“Benessere psicologico e stress lavoro correlato sono in un continuum che naturalmente non dipende solo dall’ambiente – spiega Michele Contro -. La pandemia ci ha portati ad essere contemporaneamente connessi e disconnessi. Questo è un pezzo di quello che potremmo chiamare tecno stress“.
Un fattore di rischio è quando nello stesso contesto sono presenti due identità che si avvicinano e potrebbero fondersi. Ad esempio quando l’identità personale si sovrappone a quella lavorativa durante il lavoro da casa. “Quando accade, aumentano lo stress lavorativo e una serie di fenomeni di burnout, tachicardia, insonnia, ansia, disturbi dell’umore. Tra i sintomi psicologici, la sensazione di non riuscire a distaccarsi mai”.
Come lavorare al meglio da casa?
A Michele Contro abbiamo chiesto di aiutarci a capire come lavorare meglio da remoto. “Dipende da come uno sa gestire gli spazi fisici, ma anche mentali – risponde – Ad esempio la capacità di mettersi in pausa”. Lavorare in un contesto di isolamento, se non si hanno gli strumenti per gestire questa modalità, può influire negativamente sulla qualità del lavoro. “In molti casi di aziende che hanno forzato l’adozione di lavoro da remoto, emerge la mancanza di relazioni non mediata da uno schermo o una chat. Avere meno relazioni può portarmi ad avere meno appartenenze al gruppo che lavoro e magari sovraccaricato rispetto alle mie responsabilità“.
Al contrario, essere in relazione sostiene positivamente la motivazione e la produttività. “Sono in un team, sento che il mio lavoro è utile, mi sento appagato dal fare le cose insieme, non solo dai risultati, quindi produco di più – spiega -. Invece con il fenomeno del lavoro da remoto da soli, lavorare di più porta al paradosso che mi isolo di più, vado ad aumentare il livello di ansia, così procrastinerà di più, sto più tempo a lavorare ma produco di meno”.
E poi ci sono i momenti di pausa. A casa, infatti, è più difficile staccare, viene a mancare la chiacchiera, la battuta, la pausa caffè, che ad esempio in un coworking è un momento importantissimo come in ufficio. Conferma Michele Contro: “A casa magari si fa una pausa “funzionale”, ma in ogni caso manca un momento in cui mi connetto con qualcun altro e mi stacco da pensieri lavorativi”.
Ecco perché uno spazio di coworking è la soluzione preferita da chi cerca un posto in cui lavorare in santa pace e contemporaneamente relazioni diverse da quelle di casa. “Per le persone che soffrono la solitudine o che fanno fatica a dividere vita lavorativa e professionale, il coworking unisce capra e cavoli: dà la possibilità di avere il proprio spazio, ma anche l’opportunità di scambiare una battuta, avere un’interazione con altri, contaminarsi con altre idee e ragionamenti“.
Il podcast Cowork in progress
“Cowork in progress” è il podcast nato da Zico Coworking con Radio Kappa. Non un podcast sul coworking, ma un viaggio in dieci puntate nel futuro del lavoro e delle vite di tutti noi.
Come stanno cambiando i modi e i luoghi di lavoro? Possiamo immaginare spazi dove il benessere di chi lavora diventa la priorità assoluta? Come possiamo sentirci meno isolati e promuovere ambienti di lavoro più umani? “Cowork in progress” va in cerca delle risposte a queste e molte altre domande, partendo da un luogo speciale in cui osservare il futuro: uno spazio di lavoro condiviso.
Perché il futuro è già qui, tra le mura di un coworking. Ed è qui che possiamo trovare o sperimentare soluzioni innovative ai nuovi bisogni di chi lavora.
Il podcast “Cowork in progress” è stato scritto e condotto da Elena Rossi, coworking manager di Zico, in collaborazione con Sonia Carraro e Francesco Casoni. La registrazione si è svolta nei primi mesi del 2025 negli studi di Radio Kappa, all’interno degli spazi di Zico coworking. Post produzione e il montaggio sono di Michele Fasolato.
L’ospite di questa puntata
Michele Contro è psicologo psicoterapeuta, che oltre all’attività clinica da anni collabora con Zico, in particolare con l’area Lavoro, a progetti di inclusione sociale e lavorativa di persone con fragilità. (Ed è anche molto simpatico, come si intuisce dall’intervista).